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come rilassarsi e ridurre lo stress con il respiro

meditazione

La nostra respirazione partecipa sia del sistema nervoso autonomo che di quello volontario, e, per questo motivo, possiamo, in parte, controllarla per rilassarci.

Il respiro porta ossigeno a tutti gli organi del corpo, rifornisce il sangue e lo aiuta a liberarlo dall’anidride carbonica. C’è uno scambio tra l’aria esterna che entra nei polmoni durante l’inspirazione e la sua espulsione nell’ambiente attraverso l’espirazione.

Ma spesso il nostro respiro è breve e superficiale e questo può provocare la riduzione dell’ossigeno al cervello e stimolare il sistema nervoso simpatico, dando origine a sentimenti di panico, aumento della frequenza cardiaca e altri sintomi.

Mentre la respirazione toracica o costale, che viene effettuata con la contrazione dei muscoli intercostali interni è superficiale, essa immette una quantità di aria nei polmoni tre volte inferiore rispetto alla respirazione completa diaframmatica.

La espirazione diaframmatica è quella più profonda e in grado di arrecare un effetto positivo secondario sulla ossigenazione dei tessuti.
Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che durante l’ispirazione si appiattisce provocando la contrazione dei muscoli intercostali e l’espansione dei polmoni, portando poi al rilassamento i muscoli con l’espirazione, mentre l’aria povera d’ossigeno viene espulsa.

Attraverso l’attenzione sul respiro possiamo liberare il corpo dalle tensioni e rilassarci. Portiamo la consapevolezza sul tutto il nostro corpo e su quelle parti che sentiamo più contratte e immaginiamo di scioglierne i nodi, le ansie e le tensioni. Se appoggiamo una mano sull’ addome, rilassiamo le spalle e allarghiamo la cassa toracica l’aria entrerà e il nostro respiro diventerà profondo.

1. Assumiamo una posizione con la schiena eretta e semplicemente chiudiamo gli occhi, lasciamo che l’aria tersa e pulita entri e porti nel nostro corpo l’ossigeno e immaginiamo che esca portando via le tossine, come nubi scure
2. Rilassiamo i muscoli del corpo, senza dimenticare i piccoli muscoli del viso e le spalle
3. Portiamo l’attenzione al momento presente e sentiamo il nostro addome e i punti di tensione
4. Osserviamo i nostri pensieri che scorrono, liberamente, davanti a noi, e godiamoci la sensazione di pace e serenità
5. Portiamo lentamente a consapevolezza a tutto il corpo, parte dopo parte, e lasciamo che il respiro entri sciogliendo tutti i nodi, mentre la tensione si allontana


La teoria della mente nella Psicoterapia Ipnotica neo-Ericksoniana

Come decreta Ellenberger il procedimento ipnotico è all’origine di tutta la psicoterapia psicodinamica contemporanea e delle discipline psicoterapeutiche, poiché le ha generate e ognuna ha tratto solo qualche esempio dal modello originale iniziale.

Manifesto AMISI, 2015.

Il IV Manifesto teorico didattico è stato presentato durante il XVI Congresso di Psicoterapia Ipnotica dell’AMISI di Milano dalla Presidentessa, Dott.ssa Silvia Giacosa all’ Università Bicocca di Milano.

E’ stato ideato e creato dal Direttivo dell’Associazione e dalla sua Scuola: Silvia Giacosa, Stefano Laurini, Enrico Paglialunga, Alessandro Calzeroni, Carlo Jamoletti, Costanza Licari e Ivano Lanzini.

Il Manifesto chiarisce le finalità e le linee guida della associazione AMISI e della scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica.

Pone in primo piano l’importanza del procedimento ipnotico che, nel rendere disponibili le potenzialità e le capacità insite in quel grande magazzino interno che Milton Erickson identifica come la mente inconscia, si pone all’origine di tutta la psicoterapia psicodinamica contemporanea e delle discipline psicoterapeutiche nel suo utilizzo della trance come accesso all’inconscio, attuando quel processo attivo basato sulla relazione e la comunicazione tra paziente e terapeuta.

Il Rapport si configura come elemento complesso che racchiude le relazioni interpersonali particolarmente significative in termini di comprensione, empatia, accoglimento fiducia, onestà e sincerità. Esso rappresenta, nel suo ascolto incondizionato e privo di pregiudizi, quell’incontro tra due menti in cui una rispecchia l’altra nell’ottica che le ricerche neuroscientifiche sui neuroni specchio implicano. Esse vengono proposte dall’utilizzo delle immagini mentali indotte dalle verbalizzazioni ipnotiche terapeutiche modellate sul vissuto del paziente che il neuroimaging evidenzia.

Si realizza così una circolarità comunicazionale attraverso una verbalizzazione ipnotica che utilizza i termini, le metafore, le allegorie che il terapeuta rimanda al paziente, quella stessa mente che fornisce il materiale, così da restituire una visione nuova per il cambiamento desiderato, già presente nella sua progettualità interiore. Un processo naturale che parte dalla comprensione e dall’accoglimento delle memorie della persona attraverso l’attenzione ai processi emotivi e affettivi nella struttura delle esperienze, e ne costruisce nuove trame, attraverso l’individuazione di positività e talenti che consentono di raggiungere un migliore equilibrio psico- fisico e un benessere personale.

Bibliografia:

Atti del XVI Congresso Nazionale AMISI, 2015.


con l’ipnosi si perde il controllo?

con l’ipnosi si perde il controllo?

Le persone sono perfettamente in grado di decidere liberamente delle loro azioni. Non è assolutamente possibile prendere il controllo del soggetto.

La perdita di controllo sulla realtà da parte del soggetto non è assolutamente ridotto e tanto meno abolito. In questo stato la mente riesce a tenere sotto controllo quello che può essere utile, tralasciando stimoli della realtà circostante e diventando così più efficiente. La persona è in grado di interrompere lo stato di trance quando lo desidera. Il controllo viene meglio redistribuito, amplificando quanto interessa in quel momento e perdendo i dettagli di quanto non è importante. L’attenzione viene focalizzata dall’esterno verso l’interno, verso ricordi depositati nell’inconscio.

 


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